PETRALIA SOPRANA, CITTÀ DELLA MUSICA

 


Ci sono luoghi in cui la musica è un evento; a Petralia Soprana è una presenza diffusa, un linguaggio condiviso, una trama che attraversa generazioni, luoghi e occasioni della vita del paese.



È un sistema vivo, fatto di banda, coro, scuola, giovani, feste, concerti estivi, e tanto altro: memoria e formazione.

La musica sacra
Da dove tutto ha avuto inizio
Petralia possedeva già una lunga tradizione sonora radicata nelle sue numerose chiese. Gli organi settecenteschi testimoniano di una cultura musicale antica, legata alla liturgia ma anche al gusto artistico della comunità.


Raccolta di inni liturgici manoscritta con capilettera
 disegnati dai frati minori di Petralia Soprana

Quasi tutte le chiese di Soprana erano munite di un organo, ma due di questi erano di grande rilievo: l'organo della Chiesa Madre dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, costruito da Giacomo Andronico nel 1780, raro strumento a due tastiere, con cassa tardo-barocca laccata in verde siciliano e dorature, e il complesso organario della  chiesa di S. Maria di Loreto, costruito da Donato Del Piano nel 1784, collocato in cantoria sul portale d’ingresso principale.

Chiesa Madre

Donato del Piano era all'epoca un organaro famoso, autore del grande strumento del monastero dei Benedettini di Catania, e rivolgersi a lui denotava, oltre che capacità economica, una consuetudine all’ascolto di  musica sacra di un certo livello dentro le chiese.  


S. Maria di Loreto

Questa lunga tradizione organistica si è mantenuta costante negli anni anche grazie agli studi di musica sacra compiuti al seminario di Cefalù da vari giovani sopranesi. Ma vive tuttora, sia nella pratica concertistica che nella conoscenza tecnica legata alla costruzione degli strumenti. 

Ne è esempio l’attività di Santo La Placa, uno degli ultimi organari di Sicilia, il quale nel 1993 ha creato un organo positivo al quale è stata dedicata speciale attenzione nell’ambito del Festival Schweitzer del 1995.


Organo realizzato da Santo La Placa

Quindi è da questa matrice sacra e organistica ancora viva e dinamica che deve farsi partire il discorso più ampio sul ruolo della musica a Petralia: una storia che si apre ad altre sfaccettate realtà 0artistiche sonore.

Anche le campane, con i loro rintocchi, hanno scandito da sempre la vita dei sopranesi, distinguendo feste, lutti, nascite, richiami religiosi e momenti della giornata.
Il loro linguaggio sonoro, fatto di segnali diversi e immediatamente riconoscibili dalla comunità, sarà a breve oggetto di una trattazione a parte.


I canti devozionali popolari
Dalla chiesa alla processione

Nel solco della musica sacra e della preghiera liturgica, si colloca una tradizione di canti devozionali tuttora pienamente viva a Soprana, che accompagna ancora oggi i momenti religiosi di forte partecipazione comunitaria.
Rientrano in questo ambito i canti dedicati ai Santi Pietro e Paolo, intonati la sera durante la fiaccolata della novena, quando i piccoli simulacri dei santi giungono sotto i portici, prima dell’ingresso in chiesa: «Evviva san Pietro / San Pietro evviva / Evviva San Pietro / e chi lo esaltò...».
Alla stessa dimensione appartengono i canti rivolti al Santissimo Sacramento, durante le processioni serali in cui l’Eucaristia viene portata sotto il baldacchino: «Sia lodato ogni momento / il nostro Dio nel Sacramento / Oggi e sempre sia lodato / Il nostro Dio Sacramentato / sia lodato ogni momento / Il nostro dio nel Sacramento...».
Nel mese di maggio si aggiungono i canti mariani, legati alla devozione alla Madonna e alla memoria delle apparizioni di Fatima: «Il tredici maggio / apparve Maria / ai tre pastorelli / in Cova d’Iria...».


A Nuvena di Natale
Fotogramma da un servizio
di Linea Verde - 2021

A Nuvena
L’attesa prima dell’alba

Un particolare rito sonoro di Petralia Soprana è A Nuvena di Natale. Da tempo immemore, nei nove giorni prima della festività, i musicanti girano per le stradine del centro storico dalle due alle cinque,  suonando la tradizionale ciaramidda o piffara, oltre a un triangolo - oggi anche  ad altri strumenti - e intonando antichissime nenie. I paesani si affacciavano ed invitavano i suonatori ad un brindisi augurale con dei dolci casarecci. Era ed è tuttora una dolce consuetudine che unisce il paese prima dell'orario della prima Messa.


Antica piffara sopranese
appartenente a Giuseppe Federico

I tammurinara
Petralia Soprana, terra di stendardi e di tamburi

Accanto ai canti devozionali, anche il ritmo dei tamburi in pelle di capra e legno appartiene a quella dimensione sonora che da secoli, insieme al volteggio degli stendardi di congregazioni e confraternite, accompagna la vita rituale del paese: suono che guida il passo, scandisce il corteo, sostiene la festa e rende riconoscibile la presenza della comunità nello spazio pubblico.


Anni '50 Liddu Messineo e Nardo La Placa
Rielaborazione AI di una vecchia foto

Ricorda Mario Sabatino che il suono del tamburo variava secondo le occasioni: dai versi brevi e gioiosi usati durante la cerca, a quelli funebri per l'Addolorata o per i Morti, che culminavano poi nella "Diana", una concertazione ritmica a più tamburi, basata su ostinato e variazioni.



Oggi i tamburini fanno parte dell’Associazione Stendardieri, la quale è stata ufficializzata nel 1990,  riportando in auge una lunga tradizione di esibizioni acrobatiche, eseguite facendo volteggiare i pesantissimi stendardi e sostenendoli in equilibrio su varie parti del corpo. 
Se ne trova traccia già alla fine del Settecento, quando il vescovo dovette vietare agli stendardieri di partecipare alle processioni perché le “prove” si erano trasformate in vere e proprie competizioni, sfociando talvolta anche in risse tra le congregazioni e i quartieri.



I componenti del Gruppo Folk Stendardieri Sopranesi di oggi hanno quindi cumulato le due arti: del suono del tamburo e del maneggio degli stendardi. 
Per cui sono capaci di offrire straordinarie performance, unendo la forza del ritmo alla spettacolarità dell’equilibrio. Con grande abilità riescono a continuare a suonare il tamburo reggendo sul mento uno stendardo dal peso di circa 35 chili. Testimoniando non solo forza e destrezza, ma anche la profonda passione con cui mantengono viva una tradizione secolare.

Una occasione di grande spettacolarità è per loro il Ferragosto, quando viene rievocato il Matrimonio Baronale, con cortei in abiti d'epoca. L'evento fa infatti rivivere le atmosfere del Settecento, ricordando le nozze celebrate nel 1700 tra Donna Catarina Sgadari e Don Giuseppe Di Maria. 

La musica popolare
Il suono della terra, del lavoro e della festa

Accanto alla musica sacra degli organi e ai canti devozionali legati alle processioni e alle feste religiose, Petralia Soprana conserva una forte componente musicale popolare, radicata nel mondo contadino e artigiano.

I canti del lavoro
Tra fatica e sentimento: la voce quotidiana del paese

Importanti espressioni di questa tradizione sono i canti che accompagnavano le attività lavorative:  sia  artigianali come la tessitura, sia degli operai intenti a costruire o a sistemare i tetti, sia agricola come la mietitura, e la trebbiatura. Il contadino che pisava il grano con i muli legati alle redini incoraggiava i muli e se stesso con una lunga cantilena: "Ohhh chi fu bella sta vutata, Viva Ddiu e la Mmaculata", andando avanti con continue variazioni.


Foto di Piero Agliata

Erano forme di canto legate al ritmo stesso del lavoro: aiutavano a sostenere la fatica, a coordinare i gesti, a scandire il tempo e a propiziarsi la natura e i santi, con richiami e formule rituali, spesso tramandate oralmente. In particolare il lavoro della terra si intrecciava con la memoria, la devozione e il senso di appartenenza.

Nastri, passi e memoria della terra

Dal canto che accompagna il lavoro si passa così alla musica che ne festeggia il risultato. Qui si colloca il Ballo della Cordella, la cui tradizionale presenza nelle due Petralie è ricordata da Pitrè: con le sue tarantelle a suon di friscaletti e di altri strumenti popolari, esso appartiene al ciclo del grano: era uno dei modi per celebrare il raccolto e la fine delle fatiche estive e traduceva in suono e movimento il rapporto fra comunità, lavoro agricolo, stagioni e festa.

Questa tradizione continua ancora oggi, riproposta dal gruppo folkloristico U Rafu Terra del Sale, attraverso fisarmoniche, zufoli e tamburelli, come è possibile conoscere anche visitando il Museo della Cordella a Raffo.



Il protagonista assoluto sia della Cordella che di altri balli popolari è u friscalettu, un piccolo zufolo dalla costruzione apparentemente semplice. Fondamentale è però l’intonazione, affidata alla giusta distanza fra i fori e al loro preciso diametro. Per il resto, tutto passa attraverso il suonatore: il fiato, la lingua nello staccato, il rapidissimo movimento delle dita e quelle movenze del corpo che lo fanno quasi vibrare insieme allo strumento, in un virtuoso succedersi di note.

Uno dei più raffinati interpreti siciliani di questo strumento è il sopranese Sergio Bruno. La sua ricerca non si limita all’ambito folklorico: attraverso studio quotidiano e sperimentazione, Bruno valorizza il friscaletto come voce autonoma, capace di esprimere la memoria pastorale e naturale da cui proviene, ma anche di dialogare con altri repertori, persino barocchi. In questo senso è custode di una tradizione orale antica, ma anche interprete di una sua possibile evoluzione contemporanea.

Bruno è anche frontman dei Sirah, band madonita che unisce radici etno-popolari siciliane e anima rock e che riscuote consensi oltre Sicilia. 
9

La banda musicale - 1910

La banda
Il filo conduttore 

Dopo le espressioni popolari, la banda musicale, oggi Complesso Bandistico Giuseppe Verdi, rappresenta una forma più organizzata, scritta, studiata e istituzionale della musica comunitaria. Nata poco dopo l’Unità d’Italia, essa ha costituito, dall’Ottocento a oggi, uno dei principali assi storici della vita musicale sopranese.

La banda non solo si è distinta negli anni per la qualità delle sue esecuzioni, ma ha avuto il merito di formare generazioni di ragazzi a una musica esigente, abituandoli alla disciplina dell’esecuzione, allo studio costante e alla responsabilità della rappresentazione pubblica. Per i lavoratori sopranesi era un vanto poter avere un figlio nella banda e la selezione per accedervi era molto severa.

Per la storia della Banda “G. Verdi”, dalle radici ottocentesche alla realtà attuale, rimandiamo al post dedicato.

Foto di Salvatore U Gaddu

Da questa antica linfa musicale, alimentata dalla musica sacra, dalla tradizione bandistica e dalla cultura popolare, sono germogliate naturalmente le esperienze che oggi fanno di Petralia Soprana una vera città della musica. Vediamone alcune tra le più significative, nate nel XX e XXI secolo.

La musica vissuta negli anni '60-70
Fisarmoniche e serate danzanti
 
Esisteva una dimensione più domestica e conviviale, quella della musica praticata nelle case, nelle feste, nei matrimoni, nelle serate danzanti.
Riferisce Enzo Orlando che negli anni '60 erano molto in voga i balli in casa in periodo invernale, specie a Carnevale. Lo strumento più diffuso era la fisarmonica, che consentiva di eseguire musiche in assolo. Natale Rinaldi, Giacomo Lo Mauro, Luigi Ragazzo, Giuseppe Baldanza, Liborio Albanese, Vincenzo e Giacomo Ragazzo, i fisarmonicisti più richiesti, suonavano soprattutto ad orecchio ed eseguivano valzer, mazurche, polke e ritmi della tradizione siciliana. 


Luigi Ragazzo e Sebastiano La Placa

Un'eredità che oggi è stata raccolta e impreziosita dal virtuoso Paolo Cassaniti, uno dei vincitori nel 2025 del Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo.

Nelle numerose frazioni di Petralia Soprana, veniva chiamato per le ricorrenze Damiano Gulino, u sunaturi di Cipampini, autodidatta ma bravo, che si spostava con la mula.

Le cerimonie erano affidate anche a piccole formazioni musicali composte da fiati, ottoni e percussioni, che provenivano dalla banda.



La serenata
La notte, la voce, l'amore

Tra le pratiche musicali d’altri tempi non va posta in secondo piano la serenata a zita.
Si svolgeva in tarda serata, affidata ad alcuni musicisti - fisarmonica, clarinetto, violino e chitarra - incaricati dall’innamorato, che attraverso il canto e la musica faceva giungere alla giovane un messaggio d’amore, talvolta ancor prima di dichiararsi apertamente.

Una sua evocazione si può rivivere ancora oggi a Petralia Soprana nel corso del Matrimonio Baronale, la sera del 14 agosto, sotto il balcone della futura sposa.


Complesso Les Rebelles 

I complessini
Quando arrivarono i nuovi suoni

Dall'immediato Dopoguerra, prosegue Orlando, fra i ragazzi erano nate piccole formazioni orchestrali molto semplici composte da fisarmonica, violino, tromba, clarinetto e sax, chitarra e batteria.
La batteria era per lo più costituita da cassa, tamburo rullante, piatto, charleston assemblati alla meglio dallo stesso batterista. I complessini che videro la luce fra gli anni '50 e gli anni '60 furono Gli Sparpagghiati, Les Rebelles, Il Moderno Complesso Jazz, The Musical Amateur, The Southerns, i cui  componenti si alternavano, senza farne parte in modo stabile. 


Essendo quasi tutti provenienti dalla banda cittadina, non avevamo grandi pretese essendo anche per lo più autodidatti. Ma siamo stati i pionieri di un genere nuovo importato dall'America, dopo la guerra, e imitavamo anche ciò che veniva diffuso dalla radio, dai dischi  e dalle varie frequentazioni.

In questa fase Petralia Soprana, senza abbandonare le proprie radici, si apre alla musica leggera e alle influenze internazionali, metabolizzando linguaggi nuovi.

 Complesso The Flapp - 1975

Il coro
L'espressione vocale comunitaria

La voce collettiva ha trovato, in tempi recenti, una delle sue forme più immediate e partecipate nel coro polifonico Petra Ensemble, il quale ha preso avvio nell’autunno del 2010 su iniziativa dell’allora Parroco Don Cosimo Leone e di alcuni volenterosi parrocchiani, e riunisce oggi una formazione di circa 35 coristi. Le voci sono distribuite in cinque sezioni: soprani, contralti, primi tenori, secondi tenori e bassi, sotto la guida del direttore Michele Cerami. Il coro è accompagnato all’organo dal Prof. Santo La Placa, già organista della Parrocchia.


Il Petra Ensemble

Fin dalla sua costituzione, il coro ha partecipato ai momenti liturgici di particolare rilievo della comunità sopranese, prestando il proprio servizio musicale durante la solenne celebrazione natalizia, il Triduo pasquale e altre importanti funzioni eucaristiche.

Nel 2011 la formazione ha preso parte all’Incontro dei cori polifonici madoniti e alle iniziative dedicate al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Vi ha presentato una proposta originale  insieme alla Banda Musicale “G. Verdi” e ad alcuni alunni dell’Istituto Comprensivo “G. Verga” di Petralia Soprana.


Concerto di Natale - 2018
Fotogramma da un video di
Giuseppe Federico 

Altre esibizioni si sono avute nel corso delle varie edizioni della Rassegna di cori madoniti e nel 2012,  al decennale dell'evento Una Banda in Festa.
Nel 2013 è stato memorabile il Concerto ad Alta Quota, tenutosi a Piano Catarineci, apripista di una serie di eventi musicali immersi nella bellezza delle montagne madonite. 
Nel 2023 la formazione ha tenuto un concerto in memoria delle vittime di femminicidio: Un canto per le donne. Nel 2025 si è esibita in occasione del Presepe d'InCanto.

La scuola ad indirizzo musicale 
Il passaggio del testimone

La tradizione musicale è entrata anche nella formazione giovanile istituzionale, con la presenza, a partire dal 2011, dell’indirizzo musicale presso l’Istituto Comprensivo “G. Verga”/I.C. Petralia Soprana. Lo strumento musicale è d'altronde già parte del curricolo della scuola secondaria di primo grado e gli alunni accedono tramite prova orientativo-attitudinale. Il percorso prevede anche attività aggiuntive, integrate nel piano formativo della scuola.


Concerto natalizio dei ragazzi
nella chiesa di Loreto
I volti sono stati sfocati per tutela dei minori

Questo significa che a Petralia Soprana non c’è solo una tradizione musicale “adulta” - banda, coro, gruppi folk - ma anche un canale stabile di educazione musicale scolastica, con studio dello strumento, teoria, musica d’insieme e attività orchestrale. Non si tratta solo di “far musica a scuola”, ma di esiti  pre-professionalizzanti del corso, fondato su lezioni individuali e programmi personalizzati con docenti qualificati.

Inoltre l’indirizzo musicale ha prodotto l’orchestra dell’Istituto Comprensivo di Petralia Soprana, la quale nel 2018 si è classificata prima al concorso nazionale musicale “Zangarelli” di Città di Castello, nella categoria orchestre delle scuole secondarie di primo grado. Questa qualità le ha consentito anche di ottenere nel 2019 il primo posto al 12° Concorso musicale internazionale Città di Tarquinia, con votazione di 98/100.


Concorso di Tarquinia - 2019

I docenti che seguirono gli alunni in quelle affermazioni furono Antonino La Placa per sassofono, Antonio Li Puma per tromba, Francesco Barberi per fisarmonica e Filippo Paternò per chitarra.

Gli studenti, superando l’ambito meramente scolastico, partecipano spesso in prima linea ai concerti delle occasioni comunitarie e festive, dopo l’intervento della banda musicale “G. Verdi”.

Concerti, festival e spettacoli musicali
Il momento della pubblica condivisione

Infine ci sono gli eventi pubblici, i concerti e gli spettacoli: il momento in cui la vocazione musicale del paese esce dagli spazi di studio, di prova e di formazione per diventare esperienza condivisa.

Una costante è rappresentata dalle Feste Patronali dei SS. Apostoli Pietro e Paolo e occasione che si accompagna abitualmente ad esibizioni musicali.
In queste occasioni la banda è protagonista indiscussa, il suono delle campane e il passaggio della banda musicale e dei tamburini risvegliano le vie del paese fin dalle prime ore del giorno. Nel corso della processione solenne la banda accompagna le sacre effigie dei Santi Patroni in un percorso che attraversa tutto il centro storico, prima del rientro in chiesa.
In serata la compagine, ormai di livello orchestrale e capace di affrontare esecuzioni di notevole complessità, offre suggestivi concerti sotto le stelle, solitamente nello scrigno di pietra di Piazza Duomo.


Il complesso bandistico 
diretto dal Maestro Antonino La Placa


Nel 2018 si è svolto inoltre Petra in Festival, concorso canoro rivolto a cantanti e band, inserito tra le selezioni per “Sanremo D.O.C.”.

Sono da menzionare anche iniziative come il Petra Folk Festival, promosso dalla Consulta Giovanile di Petralia Soprana nel 2023 con varie associazioni locali: una manifestazione che prevedeva laboratori di tamburello, canto e ballo e nasceva esplicitamente per trasmettere le tradizioni sopranesi, madonite e siciliane.


Petra Folk Festival - 2023
Foto Maria Grazia Richiusa

Un altro appuntamento significativo è Cor Petrae, giunto oggi alla quinta edizione, che anima in agosto le vie del paese con una notte bianca articolata in più spettacoli musicali, fra cui il duo Jolanda & Amedeo, nei punti più suggestivi del centro storico.



In periodo invernale invece, gli storici palazzi nobiliari di Petralia Soprana si animano di accenti musicali, Palazzo Pottino in particolare, con concerti al suggestivo lume delle candele. 
In passato si sono anche tenute, stavolta a Palazzo Pottino di Echifaldo, rievocazioni di balli ottocenteschi al suono dei violini.


Ballo ottocentesco al suono dei violini
 Harmonia Suave 
a Palazzo d'Echifaldo - 2019 

Fra le iniziative più recenti va ricordata anche Petra Music Live, rassegna musicale estiva che si svolge nel giardino del Circolo di Cultura di Petralia Soprana, coordinata dal maestro Antonino La Placa, giunta quest’anno alla seconda edizione. 
Nata con l’obiettivo di valorizzare i giovani musicisti madoniti, la rassegna ha già proposto concerti di taglio sia cameristico che moderno.

Lo stesso Circolo ha ospitato anche forme dell'antico Teatro all'antu, accompagnate da musiche e canti tradizionali popolari.


Concerto del Solius Sax Quartet 
al  Circolo di Cultura - 2025

L'Inno di Petralia Soprana
Simbolo di identità culturale

Intitolato Regina di monti sovrana, Petralia dolce Soprana, è stato creato in relazione al riconoscimento di Petralia Soprana come Borgo più bello d’Italia 2018. Il testo e la musica sono di Santo La Placa; l’arrangiamento è di Antonino La Placa.
La presentazione pubblica è avvenuta il 18 agosto 2019, nella chiesa di S. Maria di Loreto. In quell’occasione l’inno è stato eseguito dal complesso bandistico “G. Verdi” e dal coro “Petra Ensemble”. È stato pubblicato nel 2019 da Edizioni Arianna.


Presentazione dell'Inno
a S. Maria di Loreto - 2019
Fotogramma di un video di Enzo Orlando

Costituisce quindi l'esempio concreto della sinergia fra le realtà musicali locali. Un vero segno della continuità fra tradizione, formazione musicale e identità comunitaria.

Linguaggi audiovisivi ed esperienziali
Verso il futuro

Oggi questa vocazione trova nuove forme espressive come l’attività di Leonardo Bruno, musicista, produttore e regista, già vicino alla storia recente della Banda “G. Verdi” come esperto di computer-music.  Egli stesso si definisce “architetto sonoro” e artigiano digitale: un artista che lavora tra composizione, produzione sonora, video art e video mapping, collaborando con artisti di tutta Italia. 

A Petralia Soprana ha fondato Alta Quota Musica, non solo studio di registrazione, ma luogo di ricerca e produzione creativa. La sua figura rappresenta la linea più contemporanea della tradizione musicale locale: il suono non più soltanto da ascoltare, ma trasformato in ambiente, immagine e racconto immersivo.

Il suo nome è legato soprattutto al Presepe d’InCanto, installazione artistica e tecnologica nata nel 2006, di cui cura direzione artistica e video art.

Non si tratta di uno spettacolo musicale in senso stretto, ma di una creazione coinvol9gente in cui immagini, narrazione, luci e dimensione acustica concorrono a costruire un’esperienza orientata all’ascolto, al raccoglimento e alla partecipazione.


Presepe d'InCanto - 2025

In questa linea si inserisce un'altra forma dell’esperienza musicale davvero insostituibile: quella dei concerti offerti dal MACSS di Raffo, il celebre Museo di Arte Contemporanea Sotto Sale, dove la suggestione di un luogo modellato da tempi geologici incontra le possibilità espressive della tecnologia, della luce e dell’immagine.

Suoni, luci e visioni - dall’arpa apollinea alle percussioni arcaiche, elettroniche e non convenzionali - incontrano le pareti di sale e le sculture, nate nella stessa miniera che le custodisce, trasformando ogni esecuzione in qualcosa che non potrebbe accadere altrove, dentro un museo unico al mondo per natura, materia e collocazione.


Concerto d'arpa al MACSS - 2019

Conclusione

Talvolta dimentichiamo che, molto prima di essere raccontata oggi come “borgo”, Petralia Soprana è stata una cittadina fortificata, centro civile e religioso di un territorio ampio, articolato in numerose borgate. Da questa storia lunga e stratificata nasce anche la sua tradizione musicale: dagli organi delle chiese alla banda ottocentesca, fino al coro, alla scuola, alle esperienze folk e alle forme più contemporanee.
Nel presente i sopranesi non custodiscono soltanto una memoria musicale, ma continuano a rinnovarla. La banda, il coro e le tradizioni popolari mantengono vivo il legame con la comunità; la formazione dei ragazzi ne assicura il passaggio alle nuove generazioni; feste, festival e concerti trasformano questo patrimonio in esperienza pubblica e condivisa.
In questo percorso, la musica diventa così uno dei modi attraverso cui Petralia Soprana racconta se stessa: non come semplice immagine da cartolina, ma come paese dalla storia profonda, capace ancora di produrre cultura, partecipazione e futuro.

Per un approfondimento sul complesso bandistico Giuseppe Verdi, vi rimandiamo al post dedicato. 


Cenni bibliografici

- Giuseppe Pitrè La famiglia, la casa, la vita del popolo siciliano 1913,

- Giuseppe La Placa, Un mondo che scompare, Comune di Petralia Soprana, 1984

- Giuseppe Dispensa Zaccaria, Organi e organari in Sicilia dal '400 al '900, Accademia nazionale di scienze, lettere e arti di Palermo, 1988

- Diego Cannizzaro, Cinquecento anni di arte organaria italiana, Gli organi della Diocesi di Cefalù, Ed. Via Pulchritudinis, Cefalù (Pa), 2005

- Regione Siciliana, Assessorato ai Beni Culturali, Ambientali e Paesaggistici, Le bande musicali in provincia di Palermo, Arianna edizioni, 2006

- Sergio Bonanzinga, Sugli strumenti musicali in Sicilia, Cricd - Regione Sicilia, 2013

- Sergio Ingoglia e Anna Tschinke, La voce degli angeli. Organi antichi, Regione Sicilia, 2015

- Mario Sabatino, U postali ô Patrinuostru. Come eravamo nel '900 a Petralia Soprana, edizioni Arianna, 2023


Ringraziamenti a Enzo Orlando e Giuseppe Federico





© Testo protetto da copyright. Ogni riproduzione anche parziale è vietata

Commenti

Post più popolari