Nello stesso, che conta 33 articoli, leggiamo norme particolareggiate. La divisa e lo strumento appartenevano alla banda ed andavano quindi restituite da chi si dovesse trasferire per lavoro in altro centro. Erano previste varie multe e "provvedimenti di rigore" per le inadempienze ma anche un premio di bravura ai singoli musicanti.
La delibera del Consiglio Comunale
di approvazione del Regolamento
19.9.1907
Nel corso degli anni la direzione del complesso fu affidata a diversi maestri:
Lorina, Petralia, Anzalone e Noschese. Negli anni Trenta, per alcuni periodi, si succedettero alla guida della banda anche il tenente
Giuseppe Sabatino, già direttore della banda musicale dei Carabinieri di Palermo, e successivamente i maestri
Russo, proveniente da Castellana Sicula, e
D’Anna di Alimena.
Nel 1938 la compagine era diretta dal capobanda Giacinto Ludovico, conosciuto da tutti come "Don Rodolfo", comandante dei Vigili Urbani del Comune. Furono anni non semplici. Tra la seconda guerra mondiale e la metà degli anni Cinquanta, la banda attraversò un periodo difficile, segnato da ristrettezze e fatiche. Solo nel 1954, grazie a finanziamenti regionali, si riuscì a ridare nuovo slancio al complesso, rinnovando le divise e acquistando diversi strumenti musicali.
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| Anni '50 -Foto esposta al Museo Civico |
Nel 1964, a causa della malattia di Don Rodolfo, la guida della banda passò a Don Peppino Lo Dico, che nel frattempo era diventato Vigile Urbano del Comune. Per lui fu il coronamento di una lunga fedeltà alla musica e alla banda del suo paese, nella quale era entrato nel 1927, all'età di dodici anni, iniziando lo studio del solfeggio e del clarinetto.
Rimase alla direzione del Complesso per oltre trent'anni, fino al 1995, accompagnandone una delle stagioni migliori, caratterizzata da varie importanti innovazioni.
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| Nel 1968 viene adottata una bellissima uniforme bianca con tocchi rossi |
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Passa la banda 1974 Foto del famoso fotografo Leonard Freed |
Infatti tra la fine degli anni '70 e l’inizio degli anni '80, dopo anni di richieste e tentativi, Don Peppino introdusse una novità importante: l’ingresso delle donne nell’organico bandistico.
Fu un passaggio decisivo, che diede nuovo respiro al gruppo, portandolo a raggiungere circa ottanta elementi. Poco dopo nacque anche il primo nucleo delle majorette, che colorì di presenza scenica festosa le esibizioni della banda.
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Le majorette nel 1978 Foto di Francesco Lo Mauro |
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...e negli anni '90 Foto Rosario Ferrara |
La dedizione instancabile di Don Peppino Lo Dico assicurò al Complesso bandistico anni di grande vitalità. La banda non si esibì soltanto a Petralia Soprana e nel territorio madonita, ma fu invitata anche in importanti occasioni esterne: a Enna, Gagliano Castelferrato, Cerami, al Festino di Santa Rosalia a Palermo e in una trasmissione televisiva dell’emittente palermitana TRM.
Nel 1987 il Corpo bandistico divenne istituzione autonoma con la nascita dell’Associazione Musicale Complesso Bandistico “Giuseppe Verdi”.
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| 1987 |
Nel 1995 dopo le dimissioni di Don Peppino Lo Dico, si aprì un periodo di transizione in cui le attività furono portate avanti a periodi alterni da giovani musicisti cresciuti all’interno della stessa banda e diplomati al Conservatorio di Musica di Palermo.
La sala che attualmente ospita le prove della banda, sita al primo piano del palazzo in piazza Frate Umile venne intitolata allo stesso Lo Dico.
Sempre nel 1995 la direzione fu affidata per un periodo al maestro Damiano Francesco La Placa, diplomato in clarinetto, e successivamente alla maestra Rosina Macaluso, anch’essa diplomata in clarinetto. Entrambi furono affiancati dal musicista ed esperto di computer music Leonardo Bruno.
Dalla seconda metà del 1996 al 1998 il coordinamento passò al maestro Antonio Bartolo Li Puma, diplomato in tromba. In quegli anni non mancarono seminari, incontri e attività formative, con la partecipazione di musicisti di rilievo provenienti anche da generi diversi da quello bandistico.
Negli anni successivi il complesso continuò a svolgere concerti e attività culturali nel borgo, come l’evento “Marce e Marcette” in Piazza Duomo.
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| Anni 2000 |
Ma fu nel 2002 che il Complesso bandistico visse un vero e proprio rilancio grazie alla nuova direzione del maestro Antonino La Placa, diplomato in sassofono jazz e in didattica della musica, affiancato dal maestro Antonio Bartolo Li Puma.
Tutto iniziò nell'estate del 2002, con la manifestazione “Una Banda in Festa”, promossa con la collaborazione dell’assessore alla Cultura Michele Cerami e di un gruppo di ex musicanti guidati dal maestro Antonino La Placa con lo scopo di riportare al centro della vita del paese la tradizione bandistica. Ciò si ottenne coinvolgendo gli ex componenti che, a partire dagli anni Trenta, avevano fatto parte della banda - circa 250 persone - insieme a tutti gli appassionati di musica.
Il successo dell’evento superò le aspettative e contribuì a riaccendere un interesse concreto attorno alla banda. Nell’autunno dello stesso anno furono infatti avviati corsi di formazione destinati al potenziamento e al rinnovamento dell’attività musicale: vi aderirono circa cinquanta ragazzi, tra gli otto e i quattordici anni. A questo nuovo impulso parteciparono anche molti ex musicanti, ai quali va riconosciuto il merito di essersi rimessi in gioco, contribuendo a restituire vitalità a una tradizione che per oltre un secolo aveva rappresentato uno dei punti di riferimento musicali del territorio madonita.
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| Foto Giuseppe Federico 2018 |
Negli ultimi anni per merito della dinamica guida del direttore La Placa, con la collaborazione del capobanda Giuseppe Federico, la banda ha vissuto momenti luminosi.
Infatti, grazie alla attenzione dedicata alla formazione dei giovani, e alla scuola ad indirizzo musicale che diploma nuovi musicisti di anno in anno. si è creato un vivaio indispensabile per il futuro del complesso.
Con il nuovo impulso è stata arricchita l’eredità dei vecchi maestri, fatta di dedizione, trasmissione diretta e forte legame con gli allievi, innestandola in un percorso formativo più strutturato e vicino alla cultura musicale accademica. Da qui ha preso avvio un salto di qualità che ha coinvolto sia i giovani musicanti che l’intero complesso.
È stata rilanciata l’attività concertistica, che ha ripreso e rinnovato la storica tradizione del “Palco".
Infatti il complesso bandistico è divenuto una compagine di livello orchestrale, capace di affrontare esecuzioni di notevole complessità, con un vasto repertorio che spazia dalle marce tradizionali alla musica classica e ai brani jazz, da
Gershwin al
pop e alle
colonne sonore e ai
ritmi latino-americani.
Va menzionato il Concerto Symphonic Band del settembre 2025, un incontro musicale speciale, frutto del gemellaggio con il gruppo bandistico dell'Associazione Musicale S. Cecilia di Gangi, in cui sono stati eseguiti brani raffinati come An American in Paris di Gerschwin.
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| Il Complesso Bandistico in gemellaggio con quello di Gangi nel 2025 |
Oggi la banda musicale conta circa settanta elementi, con una presenza giovanile molto forte, dell’ottanta per cento circa dei componenti.
Una tradizione antica, dunque, ma in costante rinnovamento, in grado di coinvolgere nuove generazioni e continuare a raccontare, attraverso la musica, una parte importante dell’identità di Petralia Soprana.
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| Foto di Salvatore U Gaddu |
Concludiamo questo post col brano di una poesia, e con un ricordo d'infanzia di Enzo Orlando, che negli anni 1958-67, ha fatto parte della banda musicale di Petralia Soprana.
'A sira o' chian'a' chiìasi,
ncapu 'u parcu,
nni dirìgìa 'u maistru cc'a bacchetta
e sunàvamu 'a Traviata e 'u Rigolettu.
Ièramu vistuti ccu 'a divisa
comu fussimo surdati d'a marina,
ma quannu a festa si chiudìa
cc'u iocufùacu,
dunni 'i faiddi si mmiscavano ccu 'i stiddi,
sunàvamu porki e mazzurki,
mentri eddumava l'aria,
e si sintìanu botti
che parìano tanti bummi.
Tratto da 'A bànna d'a Suprana, parte della raccolta di poesie 'A Virmaria (2012).
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La Banda a Trinità. Al centro, Don Peppino Lo Dico, proprio dietro Enzo Orlando, allora dodicenne.
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La piramide umana
di Enzo Orlando
Ogni anno il 30 giugno, l'indomani della festa dei S.S. Pietro e Paolo, si era soliti, da parte dei componenti della banda, riunirsi a Villa Sgadari per un picnic molto opulento.
Si preparavano teglie di pasta al forno, salsicce al forno, al finocchietto o condite con primo sale, si preparavano polpette al sugo e varie insalate, frutta di stagione e vino locale.
Era un momento di grande convivialità e aggregazione. Alla fine del luculliano pranzo, ricordo che i giovani più intraprendenti e atletici facevano la piramide.
Consisteva in un formazione umana che si elevava in altezza di diversi metri. Nel cerchio di base si schieravano abbracciati con le braccia sulle spalle i più forti e muscolosi.
Al primo piano salivano con i piedi sulle loro spalle altri giovani e atletici musicanti sostenendosi abbracciati. E così anche al terzo e poi al quarto ed ultimo piano, riservato agli ultimi tre o quattro ragazzi, più leggeri ed acrobatici.
La figura finale che ne risultava era tale da destare la meraviglia e l'ammirazione dei presenti.
Qualcuno scattava loro una foto a perenne ricordo dell'evento.
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