LA BANDA DI PETRALIA SOPRANA

 


Questo post accompagna quello dedicato a Petralia Soprana città della musica, di cui rappresenta un approfondimento

Il Complesso Bandistico “Giuseppe Verdi”, compagine storica di Petralia Soprana, è una delle realtà artistiche più antiche e radicate delle Madonie. Nel corso degli ultimi due secoli ha rappresentato il filo conduttore della vita sonora sopranese, contribuendo in modo decisivo alla formazione di una cultura diffusa della musica: una tradizione tramandata sino a oggi e ancora pienamente viva.


31.5.1892
Medaglia d'argento alla gara fra bande musicali della Sicilia
Biblioteca Frate Umile Pintorno

La banda nacque poco dopo l’Unità d’Italia, nel 1864, ed era originariamente composta da artigiani e operai del centro storico.

Fu da subito una fucina intensa di formazione e pratica, alimentata dalla passione, dallo studio e dallo spirito di gruppo. I componenti si riunivano con costanza nella sala vicina alla Chiesa Madre, oggi sede degli Stendardieri, per provare, esercitarsi e sfidarsi nelle celebri “gare di solfeggio”; e questo persino nelle fredde sere d’inverno, alla sola luce delle candele.

Gli studi erano severi - la bacchetta non serviva solo a dirigere - e forte era la competizione, sia fra i musicanti sia fra gli allievi. Non stupisce, dunque, il traguardo raggiunto in breve tempo: nel 1892, il complesso ottenne il diploma d’onore e la medaglia d’argento al concorso fra le bande della Sicilia.


Nel 1910 in elegantissima divisa
Biblioteca Frate Umile Pintorno

Nel 1907 il Consiglio comunale di Petralia Soprana decise di istituire una commissione con il compito di preparare un nuovo regolamento con le norme disciplinari del corpo bandistico, già da lungo tempo esistente. 
Nello stesso, che conta 33 articoli, leggiamo norme particolareggiate. La divisa e lo strumento appartenevano alla banda ed andavano quindi restituite da chi si dovesse trasferire per lavoro in altro centro. Erano previste varie multe e "provvedimenti di rigore" per le inadempienze ma anche un premio di bravura ai singoli musicanti.


La delibera del Consiglio Comunale 
di approvazione del Regolamento
19.9.1907

Nel corso degli anni la direzione del complesso fu affidata a diversi maestri: Lorina, Petralia, Anzalone e Noschese. Negli anni Trenta, per alcuni periodi, si succedettero alla guida della banda anche il tenente Giuseppe Sabatino, già direttore della banda musicale dei Carabinieri di Palermo, e successivamente i maestri Russo, proveniente da Castellana Sicula, e D’Anna di Alimena.


Uno scatto del 1937 
Biblioteca Frate Umile Pintorno

Nel 1938 la compagine era diretta dal capobanda Giacinto Ludovico, conosciuto da tutti come "Don Rodolfo", comandante dei Vigili Urbani del Comune. Furono anni non semplici. Tra la seconda guerra mondiale e la metà degli anni Cinquanta, la banda attraversò un periodo difficile, segnato da ristrettezze e fatiche. Solo nel 1954, grazie a finanziamenti regionali, si riuscì a ridare nuovo slancio al complesso, rinnovando le divise e acquistando diversi strumenti musicali.


Anni '50 -Foto esposta al Museo Civico  

Nel 1964, a causa della malattia di Don Rodolfo, la guida della banda passò a Don Peppino Lo Dico, che nel frattempo era diventato Vigile Urbano del Comune. Per lui fu il coronamento di una lunga fedeltà alla musica e alla banda del suo paese, nella quale era entrato nel 1927, all'età di dodici anni, iniziando lo studio del solfeggio e del clarinetto. 
Rimase alla direzione del Complesso per oltre trent'anni, fino al 1995, accompagnandone una delle stagioni migliori, caratterizzata da varie importanti innovazioni.


Nel 1968 viene adottata una bellissima uniforme bianca con tocchi rossi



Passa la banda 1974
Foto del famoso fotografo Leonard Freed

Infatti tra la fine degli anni '70 e l’inizio degli anni '80, dopo anni di richieste e tentativi, Don Peppino introdusse una novità importante: l’ingresso delle donne nell’organico bandistico.
Fu un passaggio decisivo, che diede nuovo respiro al gruppo, portandolo a raggiungere circa ottanta elementi. Poco dopo nacque anche il primo nucleo delle majorette, che colorì di presenza scenica festosa le esibizioni della banda.


Le majorette nel 1978
Foto di Francesco Lo Mauro


...e negli anni '90
Foto Rosario Ferrara

La dedizione instancabile di Don Peppino Lo Dico assicurò al Complesso bandistico anni di grande vitalità. La banda non si esibì soltanto a Petralia Soprana e nel territorio madonita, ma fu invitata anche in importanti occasioni esterne: a Enna, Gagliano Castelferrato, Cerami, al Festino di Santa Rosalia a Palermo e in una trasmissione televisiva dell’emittente palermitana TRM.

Nel 1987 il Corpo bandistico divenne istituzione autonoma con la nascita dell’Associazione Musicale Complesso Bandistico “Giuseppe Verdi”. 


1987

Nel 1995 dopo le dimissioni di Don Peppino Lo Dico, si aprì un periodo di transizione in cui le attività furono portate avanti a periodi alterni da giovani musicisti cresciuti all’interno della stessa banda e diplomati al Conservatorio di Musica di Palermo. 

La sala che attualmente ospita le prove della banda, sita al primo piano del palazzo in piazza Frate Umile venne intitolata allo stesso Lo Dico.

Sempre nel 1995 la direzione fu affidata per un periodo al maestro Damiano Francesco La Placa, diplomato in clarinetto, e successivamente alla maestra Rosina Macaluso, anch’essa diplomata in clarinetto. Entrambi furono affiancati dal musicista ed esperto di computer music Leonardo Bruno. 

Dalla seconda metà del 1996 al 1998 il coordinamento passò al maestro Antonio Bartolo Li Puma, diplomato in tromba. In quegli anni non mancarono seminari, incontri e attività formative, con la partecipazione di musicisti di rilievo provenienti anche da generi diversi da quello bandistico.

Negli anni successivi il complesso continuò a svolgere concerti e attività culturali nel borgo, come l’evento “Marce e Marcette” in Piazza Duomo.


Anni 2000

Ma fu nel 2002 che il Complesso bandistico visse un vero e proprio rilancio grazie alla nuova direzione del maestro Antonino La Placa, diplomato in sassofono jazz e in didattica della musica, affiancato dal maestro Antonio Bartolo Li Puma
Tutto iniziò nell'estate del 2002, con la manifestazione “Una Banda in Festa”, promossa con la collaborazione dell’assessore alla Cultura Michele Cerami e di un gruppo di ex musicanti guidati dal maestro Antonino La Placa con lo scopo di riportare al centro della vita del paese la tradizione bandistica. Ciò si ottenne coinvolgendo gli ex componenti che, a partire dagli anni Trenta, avevano fatto parte della banda - circa 250 persone -  insieme a tutti gli appassionati di musica.
Il successo dell’evento superò le aspettative e contribuì a riaccendere un interesse concreto attorno alla banda. Nell’autunno dello stesso anno furono infatti avviati corsi di formazione destinati al potenziamento e al rinnovamento dell’attività musicale: vi aderirono circa cinquanta ragazzi, tra gli otto e i quattordici anni. A questo nuovo impulso parteciparono anche molti ex musicanti, ai quali va riconosciuto il merito di essersi rimessi in gioco, contribuendo a restituire vitalità a una tradizione che per oltre un secolo aveva rappresentato uno dei punti di riferimento musicali del territorio madonita.


Foto Giuseppe Federico 2018

Negli ultimi anni per merito della dinamica guida del direttore La Placa, con la collaborazione del capobanda Giuseppe Federico, la banda ha vissuto momenti luminosi.
Infatti, grazie alla attenzione dedicata alla formazione dei giovani, e alla scuola ad indirizzo musicale che diploma nuovi musicisti di anno in anno. si è creato un vivaio indispensabile per il futuro del complesso. 
Con il nuovo impulso è stata arricchita l’eredità dei vecchi maestri, fatta di dedizione, trasmissione diretta e forte legame con gli allievi, innestandola in un percorso formativo più strutturato e vicino alla cultura musicale accademica. Da qui ha preso avvio un salto di qualità che ha coinvolto sia i giovani musicanti che l’intero complesso.
È stata rilanciata l’attività concertistica, che ha ripreso e rinnovato la storica tradizione del “Palco".
Infatti il complesso bandistico è divenuto una compagine di livello orchestrale, capace di affrontare esecuzioni di notevole complessità, con un vasto repertorio che spazia dalle marce tradizionali alla musica classica e ai brani jazz, da Gershwin al pop e alle colonne sonore e ai ritmi latino-americani.


 

Va menzionato il Concerto Symphonic Band del settembre 2025, un incontro musicale speciale, frutto del gemellaggio con il gruppo bandistico dell'Associazione Musicale S. Cecilia di Gangi, in cui sono stati eseguiti brani raffinati come An American in Paris di Gerschwin.


Il Complesso Bandistico in gemellaggio con quello di Gangi nel 2025


Oggi la banda musicale conta circa settanta elementi, con una presenza giovanile molto forte, dell’ottanta per cento circa dei componenti. 
Una tradizione antica, dunque, ma in costante rinnovamento, in grado di coinvolgere nuove generazioni e continuare a raccontare, attraverso la musica, una parte importante dell’identità di Petralia Soprana.


Foto di Salvatore U Gaddu


Concludiamo questo post col brano di una poesia, e con un ricordo d'infanzia di Enzo Orlando, che negli anni 1958-67, ha fatto parte della banda musicale di Petralia Soprana.

'A sira o' chian'a' chiìasi, 
ncapu 'u parcu,
nni dirìgìa 'u maistru cc'a bacchetta
e sunàvamu 'a Traviata e 'u Rigolettu.
Ièramu vistuti ccu 'a divisa 
comu fussimo surdati d'a marina, 
ma quannu a festa si chiudìa
cc'u iocufùacu,
dunni 'i faiddi si mmiscavano ccu 'i stiddi,
sunàvamu porki e mazzurki,
mentri eddumava l'aria,
e si sintìanu botti
che parìano tanti bummi.

Tratto da 'A bànna d'a Suprana, parte della raccolta di poesie 'A Virmaria (2012). 


La Banda a Trinità.
Al centro, Don Peppino Lo Dico, proprio dietro Enzo Orlando, allora dodicenne.


La piramide umana
di Enzo Orlando

Ogni anno il 30 giugno, l'indomani della festa dei S.S. Pietro e Paolo, si era soliti, da parte dei componenti della banda, riunirsi a Villa Sgadari per un picnic molto opulento.
Si preparavano teglie di pasta al forno, salsicce al forno, al finocchietto o condite con primo sale, si preparavano polpette al sugo e varie insalate, frutta di stagione e vino locale.
Era un momento di grande convivialità e aggregazione. Alla fine del luculliano pranzo, ricordo che i giovani più intraprendenti e atletici facevano la piramide.
Consisteva in un formazione umana che si elevava in altezza di diversi metri. Nel cerchio di base si schieravano  abbracciati con le braccia sulle spalle i più forti e muscolosi.
Al primo piano salivano con i piedi sulle loro spalle  altri giovani e atletici musicanti sostenendosi  abbracciati. E così anche al  terzo e poi al quarto ed ultimo piano, riservato agli ultimi tre o quattro ragazzi, più leggeri ed acrobatici.
La figura finale che ne risultava era tale da destare la meraviglia e l'ammirazione dei presenti.
Qualcuno scattava loro una foto a perenne ricordo dell'evento.


Il picnic dopo la Festa
Grazie per la foto a Mario Sabatino
 

Cenni bibliografici

- Regolamento della banda comunale, Archivio Storico della Biblioteca Frate Umile Pintorno di Petralia Soprana, 1907

- Regione Siciliana, Assessorato ai Beni Culturali, Ambientali e Paesaggistici, Le bande musicali in provincia di Palermo, Arianna edizioni, 2006



- La marcia Cuore Siciliano interpretata dalla banda di Petralia Soprana nel 2022 in Piazza Duomo

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