IL TEATRO DI BORGATA DI RAFFO

 


Il Teatro di borgata di Raffo quest'anno compie 50 anni ed entra a pieno titolo nella storia di Petralia Soprana. Infatti è nel 1976 che questa compagnia amatoriale nasce in modo spontaneo a Raffo, una delle più popolose e animate frazioni, terra natale di Epifanio Li Puma, innestandosi su di una antica tradizione locale di rappresentazioni popolari.

U Iuocu
Infatti da epoca più che centenaria, nelle riunioni invernali di svago e di  ballo, a Raffo si improvvisava u iocu, un gioco-rappresentazione costituito da brevi scenette spesso a soggetto, con pochi attori improvvisati. In quella forma arcaica convivevano musica, ballo, satira, improvvisazione, racconto comunitario, allusione sociale e comicità dialettale. 
Ce lo descrive lo scrittore Giuseppe la Placa : al termine di serate casalinghe di festa con danze, il pubblico si disponeva a circolo, lasciando libero uno spazio scenico al centro ove si esibivano i protagonisti in modo talvolta preparato, e talvolta improvvisato. 
I ruoli di donne venivano interpretati da uomini. I personaggi ricorrenti erano il barone, il medico, il sottoposto, il padre autoritario, il santo, il cretino, il falso amico, il vero amico ecc., tutto un sistema di maschere locali, rappresentativo della società di Raffo e delle borgate di Petralia.
La comicità nasceva soprattutto dall'uso del dialetto rafaro nei suoi modi più specifici, dal dire e non dire, dal doppio senso, dalla battuta scelta al momento. 


U Iocu negli anni '30
Ricostruzione AI

U iuocu aveva una funzione sociale: non serviva solo a divertire, ma a raccontare fatti, alludere a scandali, fuitine, tradimenti, matrimoni combinati, rapporti di forza tra quartieri, tensioni amorose, soprusi dei galantuomini. Era una specie di “giornale orale” e insieme tribunale comico della comunità. Qui sta una radice fortissima del teatro popolare: la rappresentazione serve a elaborare paure, desideri, gerarchie, conflitti e memoria.

Questo tipo di rappresentazioni decadde con il progresso sociale e con le due guerre mondiali. Ancora vivo tra la fine degli anni '50 e l’inizio degli anni '60, lasciò spazio a nuovi balli e usanze della gioventù di quel periodo.

A spartenza di l'urtima aria 
Ricostruzione AI

A spartenza di l'urtima aria
I primi anni del Teatro di Borgata furono anche accompagnati da un'esperimento teatrale unico, ideato da Giuseppe La Placa nel 1986, ambientato al momento della spartizione del raccolto di grano, nell’ultima aia che veniva trebbiata.
Svolto all'aperto in presenza del mucchio di grano raccolto, ancora da dividere fra padrone e mezzadro, rievocava non solo gli usi contadini ma le antiche credenze e rituali che segnavano questo fondamentale momento della chiusura dell'annata agraria, con le ingiustizie sociali che lo caratterizzavano.  Il tutto, in dialetto rafaro, era una particolare commistione di elementi emozionanti e scherzosicon l'intervento in particolare d'U Pupu, il tradizionale pupazzo di stracci con in capo un cappello di paglia, che simboleggiava il responsabile di tutti i soprusi di cui in passato la popolazione era stata vittima. 
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Questo è stato il substrato in cui è nato il Teatro di Borgata, che oggi appare il diretto erede della  teatralità diffusa nata storicamente dentro la vita stessa della borgata. La sua creazione corrisponde forse ad una sorta di recupero, un bisogno della comunità che sente che qualcosa si è perduto e tenta di salvarne almeno il linguaggio, i personaggi, la comicità, la memoria.

Gli inizi della compagnia
La formazione debutta nel 1976, quando viene messa in scena una commedia in 3 atti Amuri e litiscritta da Santo Li Puma in collaborazione con Paolo Macaluso e interpretata da un gruppo di attori improvvisati. Lo spettacolo ha successo: viene replicato più volte, a Pellizzara e Castellana Sicula, ma resta un episodio isolato, senza un seguito immediato.


Amuri e liti (1976)

La vera ripresa avviene nel 1987, quando un nuovo entusiasmo, una squadra quasi del tutto rinnovata e la voglia di fare teatro riportano stabilmente in vita l’esperienza. Da quel momento l’attività continua con regolarità e cresce negli anni, sia per numero di spettatori che per consenso nel territorio madonita.
Nel 1997 l’esperienza si struttura formalmente con la costituzione dell’Associazione Culturale “Teatro di Borgata” presieduta da Gaetano La Placa
Da allora, da iniziativa occasionale, l’attività diventa un percorso organizzato, con testi, rappresentazioni, locandine, rassegna stampa, documentazione e memoria storica.

Santo Li Puma
Il direttore artistico è da sempre Santo Li Puma, attore, poeta, commediografo e scrittore. Egli è l'autore di numerosi testi incentrati sulla storia e sulle tradizioni di Raffo:
Il ballo della cordella. Il magico collante delle proprie tradizioni (2005),  Scialè (2006, in veste di curatore); Epifanio Li Puma (2008); Gli inermi (2010); Le eredità dell'anima (2013).
Alla sua compagnia in particolare ha dedicato il libro Viaggio tra le nostre scene dal 1976 al 2023.


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La troupe non è composta da professionisti, ma da persone comuni animate da uno straordinario entusiasmo e spirito di partecipazione.

Il repertorio
La forza delle commedie sta nei temi scelti, che partono da situazioni reali, creando immedesimazione immediata anche grazie all'uso di un dialetto realmente vissuto.
Non affrontano solo temi comici ma anche argomenti come i problemi della vecchiaia (E ora pi fauri amuninni), disabilità, malattia, miseria e ricchezza (A vigilia di Natali 1988), disoccupazione, solitudine, infedeltà coniugale, noia, ignoranza e presunzione. Ma anche tematiche sociali importanti come l'integrazione interrazziale (Latti e cafè) e la politica (come La sindachessa, e poi La sindachessa diventa onorevolessa, divenute un classico del repertorio comico-teatrale madonita). 

Altri lavori di grande successo sono stati : La zitella e il babbione e U varveri e chiddu ca capita.

Inoltre su di un altro registro, il Teatro di Borgata non ha mancato di rievocare i momenti fondamentali della storia delle Alte Madonie: Poviru Marianu! (1998) che rievoca le lotte contadine culminate nei negli assassini di mafia di Epifanio Li Puma e Placido Rizzotto, ed è stata rappresentata anche presso varie scuole, e U quarantottu sicilianu (2008) ambientato nel contesto della rivoluzione siciliana contro i Borbone degli anni 1848-49.


La sindachessa diventa onorevolessa 2019

Lo stile
Il tono preferito resta però, per usare le parole di Santo Li Puma, quello del “sorriso e riflessione”: mettere in scena un teatro popolare capace di divertire ma anche di far pensare, evitando la volgarità gratuita.
Un aspetto importante è il legame con la comunità: il teatro serve a riempire le piazze, a creare partecipazione, a conservare memoria e a dare valore a una creatività popolare locale.


Gaetano La Placa e Santo Li Puma
in Poviru Marianu!

Le rappresentazioni sono un lavoro in continua revisione: il copione definitivo nasce spesso dopo le prime messe in scena, quando emergono difetti, incongruenze o possibilità di miglioramento suggerite dalla pratica e dagli stessi interpreti.
Nel libro, ricchissimo di foto di locandine e di foto di rappresentazioni, si ricordano anche aneddoti che mostrano quanto l’esperienza sia stata costruita con mezzi poveri ma con grande dedizione.


Locandine del 2023, 2008, 2018

L'affermazione della compagnia
Com'è possibile ricostruire dalle numerose recensioni giornalistiche, il Teatro di Borgata ha partecipato con successo, negli anni, oltre che a varie manifestazioni sociali e culturali, a rassegne e festival teatrali in tutta la Sicilia.

Nel 2001 prende parte a Palermo alla rassegna Vicini e lontani, organizzata dalla Assoteatri.

Nel 2002 nel Festival Regionale "Il Teatro delle Province Siciliane" il Teatro di Borgata viene scelto per esibirsi in un noto teatro palermitano come rappresentante della provincia di Palermo con la commedia E ora per faùri amunìnni. La targa come migliore attrice protagonista viene assegnata a Maria Carmela Messineo.

L'esuberante attrice diventa l'elemento di punta della compagnia  per la sua capacità  di "travolgere il palcoscenico con un ciclone di energia vibrante e espressiva".


Maria Carmela Messineo

Nel 2008 nel corso della I Rassegna del Teatro Siciliano di Lascari, vengono conferiti, a Maria Carmela Messineo la targa di migliore attrice protagonista per La Sindachessa  e a Santo Li Puma il premio speciale per la rilevanza sociale del testo dell'opera Latti e cafè.

Nel 2009 nella II Rassegna del Teatro Siciliano di Lascari, si aggiudica il premio di migliore attrice non protagonista Biagina Li Puma.


 I du Frati guaddarusi, 2015

Il 13.11.17 un doloroso evento sconvolge il gruppo: l'improvvisa e prematura morte di Maria Carmela Messineo. 
La compagnia riprenderà la sua attività solo nel 2018.

In quell'anno l'Associazione produce un CD di musica popolare Vuci ca ti cunnuci, con 10 brani di Santo Li Puma, interpretati dal gruppo etno-popolare madonita Fataciumi con testi ispirati alla storia e alle tradizioni di Petralia Soprana.



Nel 2021 al Gran Galà del Teatro Dialettale su 116 compagnie partecipanti, viene assegnato alla compianta prima donna della compagnia, il Premio Regionale Città di Castelbuono per la migliore attrice protagonista.

Il futuro
In tutti questi anni il Teatro di Borgata ha dato voce alla antica cultura contadina di Raffo e ha trasformato il divertimento collettivo in memoria collettiva.

In quest'ottica, in occasione della Giornata mondiale dei musei ICOM 2026, parte della compagnia si è esibita presso il Museo Civico di Petralia Soprana, dentro le sale del museo, tra testimonianze della civiltà rurale, strumenti, memorie e frammenti della vita di un tempo. Il teatro ha riportato voce, movimento e sorriso a quella stessa cultura che il museo custodisce.


2026 - Il teatro incontra il museo

Da una parte la memoria raccolta e conservata; dall’altra la memoria recitata, parlata, vissuta ancora attraverso il dialetto, l’ironia popolare e la forza della scena.

E così che negli anni questo filone teatrale nato da una piccola borgata si è trasformato da espressione locale a voce significativa delle Alte Madonie. A cinquant'anni dalla sua nascita, il Teatro di Borgata ci riserva certamente delle entusiasmanti sviluppi.
 

La nuova commedia della stagione 2026 


Cenni bibliografici

- Giuseppe La Placa, "U iocu", e "A Spartenza di l'urtima aria" in Un Mondo che scompare volume I, Comune di Petralia Soprana, 1994

Poviru Marianu!, testo teatrale di Santo Li Puma. in appendice di
Gaetano La Placa, Mario Siragusa, Epifanio Li Puma: il misterioso delitto di un sindacalista: vita, contesto storico, ceti subalterni, classi dirigenti e potere mafioso nelle Madonie del secondo dopoguerra; prefazione di Giuseppe Carlo Marino Leonforte Lancillotto, 1998 

- Santo Li Puma, Viaggio tra le nostre scene dal 1976 al 2023, Arianna editrice, 2023

La Sindachessa, rappresentazione tenutasi il  2.10.2014 ripresa da Cefalù TV




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