A SCUOLA NELLE PETRALIE 3 - LE PAGELLE

 



Nella nostra panoramica storica delle scuole nelle Petralie (vedi parte 1parte 2 e parte 4), non può mancare un cenno alle pagelle. Quelle che pubblichiamo sono frammenti di storia locale: raccontano non solo il rendimento di alunni petralesi, ma l’evoluzione stessa della scuola italiana tra fine Ottocento e anni Quaranta del Novecento. 

Ma prima, per l'ambientazione, un racconto autobiografico :

Pagelle di Mario Sabatino 

Pioveva, pioveva a dirotto, sulla strada si erano formati dei rigagnoli.
- Lascialo a casa, ci va domani a scuola... (voce della madre inascoltata)
Mio padre mi prese in braccio, mi coprì col mantello, u cappularu, e mi portò a scuola.
Era il primo ottobre del 1938, la prima elementare era accanto all’ospedale, a Porta di Seri.
Mi ritrovai con una trentina di ragazzi tutti più grandi di me, la maestra Florinda cercava di tenerli a bada con una lunga bacchetta di frassino.
Aste, aste e sempre aste, interi quaderni, ne avessi mai fatta una diritta... Mia madre mi aveva già insegnato a leggere, ma dovevo fare aste, sempre aste.
A metà giugno quel supplizio finì, partimmo per la villeggiatura, meta Orticelli, di orti nemmeno l’ombra, ma serpi e calabroni a volontà.
A fine luglio mio padre mi riportò in paese. La Florinda aveva finalmente compilato le pagelle e ce le consegnava, a casa sua. 
- Mario devi stare più attento… ero sempre tra le nuvole... ma le aste non mi appassionavano tanto.
Misi la pagella nella pettorina e giù per il Portone, verso i miei grilli e le lucertole alle quali avevo mozzato la coda. 
Condotta: sufficiente
Religione: lodevole... sapevo a mala pena fare il segno della croce.
Conservo ancora quelle pagelle con il fascio in bella vista e con giudizi abbastanza strampalati.


Pagella di quell'anno scolastico:
1938-39


1861-1900: gli attestati e i libretti di frequenza e promozione

Dopo l’Unità d’Italia, nella scuola elementare e nei primi anni di istruzione obbligatoria non esisteva una pagella come la intendiamo oggi. Gli alunni ricevevano riconoscimenti formali come attestati di frequenza o di promozione alla classe successiva, ma sostanzialmente il rendimento dell'alunno restava indicato solo nei registri riservati alla gestione interna dell'insegnante. La formalizzazione dei documenti scolastici proseguì con normative e regolamenti progressivi, ma senza uno standard unico. 


Libretto annuale dello scolaro in uso alla scuola elementare di 
Petralia Soprana a fine XIX secolo
Biblioteca Frate Umile Pintorno

Un passo verso la moderna pagella è rappresentato dal libretto annuale in uso a fine Ottocento al corso elementare di Petralia Soprana, stampato a Cefalù, che riporta per tutte le materie, mese per mese, il rendimento dell'alunno. Le materie sono Nomenclatura, Lingua, Aritmetica, Geografia d’Italia e d’Europa, Storia Patria, Statuto del Regno, Religione e l’idoneità è rappresentata con voti numerici su base decimale (con il 6 come minimo e il 10 come soglia di merito).

È una scuola ancora fortemente legata alla formazione civica del cittadino del Regno: lo “Statuto del Regno” è materia d’insegnamento, mentre non ha fatto ancora la sua comparsa il voto di condotta.

Questo stesso tipo di libretto annuale m suddiviso in cinque bimestri, è previsto nel Regolamento per gli esami delle scuole elementari del 1913. 


Scolari di Petralia Soprana poco prima del fascismo

1926, la nascita della pagella unica

Nel 1926, in pieno Regno d’Italia e nel contesto della riforma fascista della scuola, viene introdotto in tutta Italia un modello uniforme di pagella per le scuole elementari.

La copertina del nuovo modello di pagella, in cartoncino avorio, è sormontata dallo stemma dei Savoia, affiancato da due fasci littori, fra rami di quercia e di alloro.

1926-27

Questa pagella del 1926-27 della Scuola Integrativa di Petralia Soprana mostra un’impostazione ordinata per trimestri, con voti sintetici relativi a vari livelli (primo, secondo, terzo) e una sezione finale che certifica la promozione alla classe successiva. 

La scuola elementare ora non è più solo alfabetizzazione di base: compaiono sin dalle prime classi “Scienze naturali, fisica e igiene”, così come “Lavori donneschi e lavoro manuale" e ancor più degno di nota, "Nozioni di diritto ed economia”!


1926-27

Inoltre la pagella certifica non solo il profitto, ma anche la "condotta" e la “pulizia”, per educare alla disciplina e all’ordine.

Il documento doveva essere consegnato alle famiglie ma non era gratuito, doveva essere acquistato in rivendite autorizzate: costava circa 5 lire, una spesa a quel tempo significativa per molte famiglie. Questo pagamento venne abolito pochi anni dopo, per favorire la frequenza scolastica.


Scuola all'aperto a Petralia Sottana
a fine anno scolastico
primi decenni del '900 (foto Chiaramonte) 

Nel '29 si introduce un nuovo modo di contare gli anni: il 1929 diventa l’VIII anno dell’Era Fascista dal 1922, anno della marcia su Roma (28 ottobre).

Inoltre diviene obbligatorio l’insegnamento della religione per effetto dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929), che regolando i rapporti tra la Santa Sede e l'Italia, introducono la religione di Stato. 

La pagella come strumento di propaganda del regime

La scuola diviene parte di un progetto più ampio di formazione morale e politica. Si istituisce perciò l’Opera Nazionale Balilla (ONB) per l’assistenza e l’educazione dei giovani dagli 8 ai 14 anni, i Balilla.
Il Balilla è armato anche nella copertina delle pagelle.


1932-33

La fascistizzazione della pagella impone l'indicazione del numero di iscrizione dell'alunno all’organizzazione giovanile del partito! 




Viene introdotta la nuova materia della “Storia e Cultura Fascista”: la vita del duce e le sue imprese divengono materia di insegnamento sin dalla prima elementare. 


1929-30

Anche la grafica - stemmi, simboli, copertine illustrate in cartoncino che cambiavano ogni anno - comunica appartenenza al regime.
Nella pagella del 1929-‘30 su sfondo rosso carico, un gruppo di fasci evoca un complesso di armi puntate verso l’alto.
La struttura diviene ancora più dettagliata: valutazioni mensili, giudizi come "insufficiente, sufficiente, buono e distinto” e firma del Podestà. 



Negli ultimi anni del ventennio (1939-40) la pagella evidenzia le conquiste territoriali italiane, riportando sulla copertina due carte geografiche dell’Europa meridionale e di una parte dell’Africa.
Sul fronte sono evidenziate in blu l’Albania, la Libia e l’Etiopia e sul retro sono colorate solo la Tripolitania e la Cirenaica, l’Eritrea e la Somalia italiana.


1939-40

Durante la seconda guerra mondiale le pagelle risentirono anche delle difficoltà materiali (es. carta limitata, moduli semplificati).


Dopoguerra e riforme scolastiche della Repubblica
Dopo la fine del fascismo e con le riforme scolastiche italiane del secondo dopoguerra, la pagella divenne parte integrante della valutazione periodica: venne rilasciata alle famiglie sia a metà anno che a fine anno scolastico.
Si ripropose il voto numerico sino a giungere alla scheda di valutazione dal ’77, per poi tornare ora ancora ai semplici numeri.

Attraverso queste pagelle si leggono dunque tre passaggi: la scuola post-unitaria ancora semplice e legata all’esame finale; la strutturazione amministrativa del primo Novecento; la standardizzazione e l’impronta ideologica del periodo fascista. In tutte, però, resta un elemento costante: la pagella come documento ufficiale che accompagna la crescita dell’alunno e che la famiglia conserva come testimonianza del percorso scolastico.

Negli ultimi decenni la pagella si è evoluta con l’introduzione del registro elettronico, che digitalizza voti, giudizi e comunicazioni fra scuola e famiglia. Ma la pagella cartacea resta un documento simbolico, spesso conservato come memoria personale dell’esperienza scolastica.


Ringraziamenti a Giulia Cerami, Mario Sabatino, Nino Albanese

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