L'ORATORIO

 


L'Oratorio delle Anime del Purgatorio di Petralia Soprana, situato nell'omonima piazzetta di fronte a piazza Frate Umile, apparteneva ad un'antica congregazione laicale che curava il culto delle anime purganti, soppressa nel XIX secolo dalle leggi eversive.


L'Oratorio all'alba

Come ci spiega nel suo libro Padre Guido Macaluso, rimase comunque aperto alle celebrazioni liturgiche e soprattutto nel mese di novembre, era affollato da molti fedeli, per il Rosario cantato in onore dei defunti e per la Benedizione Eucaristica.

Mario Sabatino rammenta che spesso veniva Padre Gianbattista Li Puma, il quale predicava in modo semplice ed incisivo.

Gianbattista Li Puma

Gianbattista Li Puma Pepe, frate francescano, nato a Petralia Soprana il 3 luglio 1921, fu poi missionario in Perù dal 1961, diventando Vicario episcopale della Prelatura di Chulucanas. Fondò nel 1961-62 a Huancabamba l'Istituto secolare delle Missionarie del Vangelo. 


Ivi è ancora vivo il suo ricordo, tanto che gli è stato intestato l'Istituto Tecnico Industriale. Nel 1975 aveva anche diretto per un certo periodo il Collegio San Antonio di Piura. Morì nel 1978.

Il sacerdote che curava l'oratorio era invece Padre Gregorio Sabatino.


Merletti seicenteschi del portale dell'Oratorio


L'edificio risale al '600. Il prospetto e le decorazioni in rilievo del portale, costituite da motivi geometrici e modiglioni e da due altorilievi simmetrici di anime purganti (vedi foto iniziale). Tutti evocano i movimenti ondeggianti e spiraliformi delle fiamme, fiamme che avvolgono le anime purganti in atteggiamento di preghiera, lingue di fiamme che sgorgano dai vasi scolpiti ai due lati del portale. 



Queste decorazioni hanno una spiccata affinità con quelle del portale della chiesa del Purgatorio di Cefalù (detta comunemente di S. Stefano), edificata nella stessa epoca, per cui è lecito pensare che l'architetto o le maestranze siano stati gli stessi.


Chiesa del Purgatorio a Cefalù

Nel 1800, senza porsi eccessivi scrupoli storici o architettonici, il sacerdote Pietro Macaluso fece costruire la sua residenza sulla destra, in modo che fosse collegata alla chiesa, deturpando il prospetto in modo arbitrario. Un intervento che ricorda quello compiuto da altro ecclesiastico, l'arciprete Ragonese, inglobando con l'abitazione privata la canonica di S. Maria di Loreto. D'altronde analoga  "invasione" è avvenuta anche nel prospetto principale della chiesa omonima di Cefalù, e dallo stesso lato.

Nel 1866 l'eredità del sacerdote Macaluso fu comunque da lui devoluta alla congregazione e alla chiesa.



All'interno, oltre all'altare marmoreo principale, si trovavano quattro altari lignei decorati da vetro dipinto a mo' di finto marmo e un organo settecentesco, oltre ad armadi da sagrestia. In particolare il "casciarizzu", l'armadio per i paramenti, si trova adesso presso la sagrestia della chiesa della Madonna della Pinta. Nel suo libro su Petralia Soprana, il Ferruzza ricorda la presenza di svariati quadri e statue di pregio. 


Le Anime del Purgatorio
Olio di autore ignoto del XVIII-XIX secolo

E' rimasto il dipinto ad olio raffigurante le Anime del Purgatorio e sovrastante l'altare principale,  opera di ignoto pittore del XVIII-XIX secolo. 

L'iconografia della tela combina Crocefissione, culto del Sangue di Cristo e anime purganti: ai piedi del Crocefisso si radunano, lambite dalle fiamme del Purgatorio e in atteggiamento di supplica, le anime purganti. A destra l'Arcangelo Gabriele prende per il braccio un'anima, indicandole che deve portarla in Cielo. Un'altra anima tenta di aggrapparsi al braccio di Gabriele. Nel registro superiore, in mezzo alle nuvole, quattro angioletti, muniti di altrettanti calici, raccolgono il sangue che fuoriesce dalle piaghe delle mani di Cristo e lo riversano sulle Anime Purganti per dar loro sollievo.


Campanile dell'Oratorio

Il campanile a vela è tipico delle chiese minori del '600 e '700, per la sua struttura semplice e di facile raccordo con locali di moderate dimensioni.

Negli anni '60-70, l'edificio venne adibito a sala cinema parrocchiale.

Sino a quel periodo, era presente nella chiesa dell'Oratorio un pregevole organo della metà del '700, utilizzato per le funzioni, che venne smantellato negli anni '70. Sparite per prime le canne in piombo, insieme al mobile, Santo La Placa riuscì fortunatamente a salvare il somiere, che venne trasportato nella Chiesa Madre, ove si trova tuttora.

Dal cartiglio interno, lo stesso La Placa ha rilevato che l'organo fosse opera di Michele Andronico (1689 ca - 1758). Costui apparteneva ad una nota famiglia di organari palermitani e fu padre di Giacomo, uno dei massimi nomi a livello nazionale per quell'epoca, autore di un altro organo a Petralia Soprana, quello della Chiesa Madre. Come risulta da un documento dell'archivio parrocchiale, a Mastro Michele Andronico vennero pagate 40 onze. L'onza (pari a 30 tarì), moneta che ebbe corso in Sicilia fino alla sua annessione al Regno d'Italia, era approssimativamente del valore di E 180.

Ci spiega il La Placa : "Si trattava di un organo ottavino sulla base di quattro piedi a pironi. Non aveva la meccanica di trasmissione, in quanto i tasti aprivano direttamente i ventilabri. La prima ottava era corta, cioè mancavano i semitoni, com'era prassi negli organi del '700-800, e quindi aveva otto bassi." Il mantice venne da lui utilizzato nella costruzione dell'organo positivo realizzato per la Chiesa Madre nel 1990.

Alla fine del XX secolo l'oratorio venne spesso utilizzato per convegni. Restaurato negli anni '90, furono eliminati i rivestimenti in gesso e gli altari laterali.


S. Antonio da Padova con il Bambino Gesù
Chiesa del SS. Salvatore, Petralia Soprana

Sopra l'altare dedicato a S. Antonio, si trovava la statua che può vedersi ora nella chiesa del SS. Salvatore. Si tratta di un'opera composita, risalente al '600. Infatti nel 1655 circa, lo scultore di Petralia Sottana Giovan Pietro Ragona, allora agli inizi della sua carriera, venne incaricato di aggiungere il bambino Gesù ad una statua di S. Antonio da Padova già esistente, di ignoto scultore. Si possono ancor oggi ammirare le fattezze delicate del Bambinello, sorretto dal Santo, che appare evidentemente di mano diversa e stile più antico.

Alla fine del XX secolo l'oratorio venne spesso utilizzato per convegni. Restaurato negli anni '90, furono eliminati i rivestimenti in gesso e gli altari laterali.


La "Cometa" di Vincenzo Gennaro 

Non tutti sanno che "la Cometa", scultura monumentale in bronzo del famoso scultore sopranese Vincenzo Gennaro, opera divenuta un punto focale di attrazione a Petralia Soprana e che spicca nel belvedere del Carmine, è stata modellata in gesso in un laboratorio dal vivo, proprio nella Chiesa delle anime purganti, per poi venire fusa a cera persa a Pistoia e messa in opera nell'estate del 1994. 

Nel 2019 sempre nell'Oratorio si è svolta un'importante mostra di sculture raku e in bronzo dello stesso scultore.




Ringraziamenti a Santo La Placa e a Mario Sabatino


Cenni bibliografici

- Francesco Ferruzza Sabatino, Cenni storici su Petralia Soprana, Palermo, Pezzino, 1938

- Guido Macaluso, Petralia Soprana, Guida alla storia e all'arte, Palermo 1986




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