A SANTACRUCI
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di Mario Sabatino
- Ci vediamo a Santacruci.
- Quali?
E sì, perché a Soprana di Santecroci ve ne sono almeno tre: quella della Pinta, quella di Porticella e poi la Croce del monte, u Munti.
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| A Cruci d'u Munti nel 1906 Foto Louis Meurisse |
A Cruci d'u Munti
Un tempo, la stradina che dall’Urgia portava alla Croce era impervia, un viottolo molto ripido e stretto. La sella fu riempita con gli sfabbricidi derivati dalla demolizione della Chiesa del Carmine, che in parte trovarono posto pure nel dirupo tra il Municipio e le scuderie Pottino.
| Anni '20 |
I regnanti di allora non andarono molto per il sottile: sino a poco tempo fa, al Carmine affioravano parte di scheletri umani, dapprima inumati dentro la chiesa, come era uso comune.
Negli anni '40 erano divenuti prati comunali, ed erano la flora ben curata dal maresciallo Rodolfo Giacinto. Ci dava i fiori per le varie ricorrenze.
| I lavori di costruzione del Belvedere del Carmine Collezione Pietro D'Anna |
La Croce del Monte ha sempre suscitato fantasie e leggende, in parte legate ad una grotta esistente a poca distanza ed utilizzata per vari scopi nel corso dei secoli. Durante l’ultimo sventurato conflitto, il Monte veniva usato come vedetta armata, nella grotta sottostante erano riposte delle mitragliatrici e bombe a mano, che vennero poi abbandonate dall’esercito in disfatta. Noi ragazzi, dopo il luglio del 43, le abbiamo smontate pezzo per pezzo. I proiettili li svuotavamo e con la polvere da sparo facevamo improvvisati giuochi d’artificio, ahinoi...
| Gita alla Santa Cruci negli anni '30 Collezione Pietro Cassaniti |
All’ombra della Croce sbocciavano i primi amori, si alimentavano le leggende, u fantasma di l'urgi, va iettati di l'urgi... Spirisci comu a fantasima di l'urgi : era un modo per mettere paura ai bambini.
Nota: Il nome Urgia designava il quartiere di piazza Loreto e dintorni, compresa la "Porta dell'Urgia", tuttora esistente, che conduce al Belvedere, e la denominazione si estendeva sino alla Santa Croce.
I fantasmi venivano collegati alla grotta ma anche ô sdirrupu u gattu. In quel punto infatti lo strapiombo era inaccessibile.
| Il sentiero selciato |
A Santa Cruci d'u munti è ancora lì, dove era stata posta secoli fa. Una stradella la congiunge all’Urgia. Oggi il cammino per andarci è agevole, la strada è selciata e di notte è illuminata da faretti incuneati tra le selci.
| A Cruci d'a Pinta negli anni '80 Collezione Giancarlo Lo Mauro |
A Cruci d'a Pinta
Per la vigilia del Salvatore la Pinta doveva essere sgombra.
Dall’indomani di San Pietro i contadini vi avevano piantato le logge, l’avevano ripulita dalle erbacce e dai sassolini, si trebbiava. Per tutto il mese di luglio era un continuo vociare. Oh che bella sta vutata viva Diu e la Mmaculata. Alla Pinta tutti i venti andavano bene ppi spagghiari.
Dopo la fiera del Salvatore, la Pinta diventava di nostra proprietà. Muniti di slitte improvvisate partivamo dalla Santa Croce e via sino alla gebbia. Quella poca paglia rimasta tra i fili d'u carcatizzu agevolavano di molto la discesa veloce, qualche volta si finiva nella vigna di Mastru Pitrinu, ed erano dolori, come minimo una lavata di capo dei genitori, u lisciabussi.
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| A Cruci d'a Pinta al tramonto |
La Santa Croce della Pinta era posta in cima al cocuzzolo, da cui si godeva un panorama stupendo sino al monte Cammarata, la montagna di Termini, la vallata di Saccù e Savochella.
Ma poi si decise di costruire un grande serbatoio di acqua, proprio nel punto più alto, e la Croce venne spostata.
| Funerale a Porticella negli anni '40 La croce non era stata ancora installata a bordo strada Collezione Pietro Cassaniti |
A Cruci di Porticella
Fuori porta, in un pendio scosceso c’era un’altra croce, spesso al vespro si potevano scorgere donne che vi recitavano il rosario.
| Anni '50, altro funerale... la Santa Cruci, che si vede in fondo era rivolta verso il paese. Collezione Pietro Cassaniti |
Quando tutta la zona fu risanata, la Croce che prima era sita nel dirupo fu spostata ai margini della strada, accanto alla stradella per il Cretazzo. I vicini piantarono intorno un roseto e vi installarono dei vasi con fiori vari.
| Negli anni '90 Archivio fotografico Biblioteca Frate Umile Pintorno |




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